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Analisi delle StatueLo studio dei materiali e della tecnica di fusione rivela la sostanziale differenza tra le due statue. Vanno infatti attribuite a due artisti differenti e a due distinte epoche. In base ai confronti stilistici, il Bronzo A risale al 460 AC, in periodo severo; mentre il Bronzo B al 430 AC, in periodo classico. I Bronzi di Riace presentano una notevole elasticità muscolare essendo raffigurati nella posizione definita a chiasmo. In particolare il Bronzo A appare più nervoso e vitale, il Bronzo B sembra invece più calmo e rilassato. Le statue trasmettono una notevole sensazione di potenza, dovuta soprattutto allo scatto delle braccia che si distanziano con vigore dal corpo. Il braccio piegato sicuramente sorreggeva uno scudo, l’altra mano certamente impugnava un’arma. Il Bronzo B ha la testa modellata in modo strano, apparendo piccola, perché consentiva la collocazione di un elmo in stile corinzio. Ritrovamento e RestauroIl 16 agosto 1972 Sergio Mariottini, giovane sub romano, si immerge nel Mare Jonio, a 300 metri dalle coste di Riace in provincia di Reggio Calabria e ritrova casualmente due statue di guerrieri greci. Diventeranno famose in tutto il mondo come i Bronzi di Riace. le statue furono portate in un primo momento a Firenze (presso l’Opificio delle Pietre Dure) per essere accuratamente restaurate; dopo quasi un decennio, nel 1980 furono esposte a Roma, riscuotendo un grande successo e, successivamente furono trasportate nel Museo Nazionale della Magna Grecia a Reggio Calabria dove è possibile oggi ammirarle. Ricostuzione Storica- Il Bronzo A (il giovane) potrebbe raffigurare Tideo, un feroce eroe dell'Etolia, figlio del dio Ares e protetto dalla dea Atena.
- Il Bronzo B (il vecchio) sarebbe invece Anfiarao, il profeta guerriero che profetizzò la propria morte sotto le mura di Tebe.
Tutti e due infatti parteciparono alla mitica spedizione della città di Argo contro quella di Tebe che, come lo stesso Anfiarao aveva previsto, ebbe conclusione disastrosa. Studi sulla provenienza e sugli artefici Prima del restauro eseguito a Firenze, i Bronzi erano pieni della cosiddetta terra di fusione. Analizzando la terra estratta dai fori nei piedi, si scoprì che quella presente nel Bronzo B proveniva dall'Atene del V secolo AC, mentre quella presente nel Bronzo A dalla pianura dell'antica città di Argo risalente allo stesso periodo. Dallo stesso studio si evince che le statue furono fabbricate con la fusione diretta, un metodo poco usato che non consentiva errori quando si versava il bronzo fuso perché dopo, il modello originale andava per sempre perduto. Dunque la provenienza della terra e l'analisi della tenica usata inducono a pensare che: - l'autore del Bronzo A (Tideo, il giovane) sia Agelada, uno scultore di Argo che, lavorava presso il santuario di Delfi verso la metà del V secolo AC. Questa tesi viene avvalorata dal fatto che Tideo assomiglia parecchio alle decorazioni presenti nel tempio di Zeus a Olimpia.
- L'ipotesi dell'archeologo greco Geòrghios Dontàs riguardo al Bronzo B (Anfiarao, il vecchio) viene confermata dai risultati delle analisi, quindi a scolpirlo fu Alcamene, originario di Lemno, onorato di cittadinanza ateniese per la sua bravura artistica.
[ Documenti StoriciNon meno importante è lo studio dei documenti storici di Pausania, che scrisse una sorta di guida turistica della Grecia tra il 160 DC e il 177 DC. Pausania descrive un monumento ai Sette contro Tebe nell'agorà di Argo, gli eroi che fallirono l'impresa, e gli Epigoni (i loro figli) che affrontarono nuovamente l'impresa con successo. Il monumento ad Argo comprendeva una quindicina di statue, delle quali facevano parte i due Bronzi di Riace, adornate di di lance, elmi, spade e scudi (lo si evince sia dalla posizione delle braccia che dal ritrovamento successivo del bracciale di uno scudo in bronzo, sugli stessi fondali di Riace). |  |